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Mostra curata da Debora Hirsch e Franco Marinotti
Eco Shifters indaga sulle capacità di interagire, adattare, trasformare e creare nuove relazioni con l’ambiente.
Con la scomparsa di scenari di riferimento, siamo inevitabilmente legati a panorami senza precedenti. La nostra navigazione quotidiana è diventata uno scambio remoto di protocolli immobili.
In questi contesti, una volta isolati, gli artisti si trasformano in eco-shifter o abitanti di un ecosistema periferico attraverso aggiustamenti permanenti come unica strategia di adattamento e di equilibrio incerto, per agire come agenti modificatori.
Basti dire che qualsiasi contributo a questo sistema onnipresente implica uno sfasamento della natura e una traslocazione, ritornando a una solitudine temporanea ma concettuale.

Artisti:
Jenny Brockmann
Elaine Byrne
Bel Falleiros
Ludovica Gioscia
Debora Hirsch
Sophie Kitching
Raphaela Melsohn
Natasa Prljevic
Bea Scaccia
Regina Parra
Devis Venturelli
Virginia Inés Vergara

Galata Field Trip, 2014, 5’01”.
“Chronicle of a Place”, 2013- in corso è un progetto di performance e installazioni in spazi pubblici a New York, Istanbul e Tel Aviv. Nell’ambito di questa ricerca che si basa su un progetto site-specific e temporale, Jenny Brockmann ha intrapreso percorsi legati alla storia degli emigranti tedeschi in queste città.
Jenny Brockmann ricerca le forme e i processi naturali e la funzione dei comportamenti umani e sociali in una varietà di media diversi. Ha esposto a livello internazionale in mostre personali e collettive tra cui il Museo de Arte de El Salvador, San Salvador, Kaohsiung Museum of Fine Arts, Taiwan e Viborg Kunsthal, Danimarca.

Cold Rush, 2018, 11′.
Cold Rush esamina i principi relativi all’acquisizione di diritti sovrani sull’Artico. Girato in parte al posto RCMP a Dundas Harbour e a Grise Fiord, Ellesmere Island nell’alto Artico, esplora come le rivendicazioni nazionali su questo territorio siano state fondate su gesti simbolici, atti apparentemente banali e il movimento fisico delle persone.
Elaine Byrne, mostre principali: Hugh Lane (Dublino); the Slought (Philadelphia); Elizabeth Foundation (New York); Montoro12 (Roma); Limerick City Gallery; UAM, Città del Messico. I premi includono l’8° premio per la scultura Arte Laguna. E’ stata Fellow al Whitney Independent Study Program 2015.

To Recall the Absent, 2016, 3’27”.
Questo video è una passeggiata in un paesaggio sacro del New Mexico: si parte dal Nord, di fronte a una montagna sacra al popolo Tewa, fino a un’installazione site-specific realizzata dall’artista al Pecos National Park. Il luogo simbolico circolare onora ogni direzione cardinale ed è uno strumento per relazionarsi con la natura e la cultura che la circonda.
Bel Falleiros è un’artista brasiliana laureata in architettura all’Università di San Paolo.  Le sue opere e le sue passeggiate sono state esposte a CAIXA Cultural, San Paolo e al MAXXI Museum, Roma.  Ha sviluppato lavori site-specific per il Pecos National Park, Burnside Farm Detroit, Santa Fe Art Institute, e Underwater/WOW, New York.

Instructions for Installing Vomitorium Label, 2015, 32’13”.
Il video di istruzioni è stato girato nel 2015 come aiuto per installare un’installazione site-specific per la OFF Biennale del Cairo. La curatrice mi ha chiesto di realizzare un’opera che poteva portare sull’aereo e dispiegare in un grande intervento. Ho fornito un piccolo tubo contenente ritagli di carta da parati e questo video.
Ludovica Gioscia vive e lavora a Londra. Ha esposto in gallerie e istituzioni tra cui: Palazzo da Mosto, Reggio; The Warhol Foundation, Pittsburgh; Baert Gallery, Los Angeles; Salon 94, The Flag Art Foundation, NY; The Miro’ Foundation, Barcellona; Jerwood Space, South London Gallery e VITRINE, Londra.

Firmamento, 2018, 5’45”.
Attraverso la fusione di esseri organici con disturbi digitali erratici e ambienti sterili, gli elementi vengono denaturalizzati, interagendo l’uno con l’altro. Combinando immagini colonialiste, architetture e visualizzazioni di algoritmi, questo video fa riferimento ai legami tra la colonizzazione delle Americhe e il colonialismo digitale.
Debora Hirsch artista in residenza presso AnnexB, NY, RU Residency Unlimited, NY. Nominata per il Cisneros Fontanals Art Foundation’s (CIFO) Grants and Commissions Program 2019-2020. Le mostre includono quelle al MOCAK di Cracovia, MuBE São Paulo, Anthology Film Archive NY e la prossima mostra alla Galerie Lisi Hämmerle, Bregenz.

Parades, 2019, 16 min
Le sfilate mettono in scena uccelli appollaiati su fili tra percorsi aerei, palme, corse in treno. Pellicani, piccioni, aironi, aironi, anatroccoli e un bruco, che sono al centro della scena nel passaggio di una flora incontaminata. I loro corteggiamenti si sovrappongono a scene familiari e panorami girati a Tokyo, L’Avana, Messico, Bali e in diverse parti degli Stati Uniti e della Francia.
Sophie Kitching ha recentemente esposto al Palais de Tokyo, Maison de Chateaubriand, Villa Emerige, Parigi; 67, New York; Grande Surface, Bruxelles; fffriedrich, Francoforte. Ha ottenuto una residenza in studio da PS122, NYC, 2018-2019. Nata nel 1990, Isola di Wight, Regno Unito, vive e lavora a New York e Parigi.

Déjeuner sur Kurosawa, 2014, 2’59”.
In Déjeuner sur Kurosawa, rafforzando l’inquadratura della macchina fotografica, è un ricordo che, al di là di ciò che viene mostrato, sono numerose le cose che accadono fuori dallo schermo. Che a volte fonde figura e sfondo, immagine fissa e in movimento, appiattita allo stesso livello e provocando un dialogo tra tempi, contesti e situazioni diverse.
Raphaela Melsohn è un’artista interdisciplinare. Ha conseguito un BFA in Arti Visive al FAAP, dove le è stata assegnata una borsa di studio. Recentemente è stata artista residente all’AnnexB (2018, USA) e anche alla Red Gate Residency (2016, CHN). Tra le sue mostre personali “Investigazioni in VIDEO: registro, spostamento della vista e VIAGGI DI PENSIONE” (2016, MIS, BR).

The Survivor, 2016, 8′.
Il sopravvissuto affronta l’ambiguità delle nazioni indipendenti mostrando la permanenza di vestigia colonialiste. Il Brasile è uno dei paesi che rimangono immersi nel pregiudizio e nell’ipocrisia discorsiva dei suoi governanti. Le giovani generazioni riproducono la liturgia dell’addomesticamento e della sottomissione del potere trasmesso dalla razza bianca.
Regina Parra, le principali mostre: Museo Ebraico (NY), PAC (Milano), 601 Artspace (NY), Galeria Millan, Pivô, Paço das Artes, Videobrasil, MASC e Fundação Joaquim Nabuco (Brasile). I premi includono: SP_Art Prize, FUNDAJ Film Award e Videobrasil Prize. Nel 2013, è stata nominata agli Emergent Artists Award alla Fundación Cisneros.

The House of Four Waters, 2015, 5′.
Il video è realizzato in un ambiente architettonico costruito immersivo che esplora la politica dei luoghi reali e immaginati della memoria di due sorelle. Attivata attraverso l’incontro diretto visivo, uditivo e fisico, la casa è un intimo punto di incontro e di partenza per la negoziazione di appartenenza, territorialismo e potere trasformativo della sorellanza.
Nataša Prljević è un’artista, curatrice e co-fondatrice di HEKLER. Le onorificenze includono: KulturKontakt Austria Grant; Josef e Anni Albers Foundation Residency; Rackham Fellowship/ Chia-Lun Lo Fellowship; Dedalus Foundation Master of Fine Arts Fellowship in Painting and Sculpture Nomination. Attualmente assistente esecutiva e curatoriale presso la RU.

At Least A Snake, 2012, 6’19”.
I temi sono quelli dell’introspezione esistenziale, della plasticità dell’identità, della memoria, della nostalgia, dell’evasione, della solitudine; il personaggio-performer Eve, in quarantena in un interno nebuloso, canta dolcemente una canzone sull’Arca di Noè, vagando con i loro pensieri. I movimenti sono da intendersi come una sorta di segno vitale.
Beatrice Scaccia ha studiato all’Accademia di Belle Arti (Roma) e alla Scuola Holden (Torino). E’ stata selezionata per le residenze: LESP, Residenza-Limitato, Artisti-Alliance, Woodstock-Byrdcliffe Guild. Il suo lavoro fa parte di molte importanti collezioni tra cui la William Louis-Dreyfus Foundation e il Portland Museum of Art.

Sculpt the Motion, 2017, 6’8”.
Il movimento mostra continue trasformazioni di corpi metallici attraverso diversi piani urbani. L’architettura contemporanea è uno scenario performativo, un’esperienza come una passeggiata scultorea in continuo movimento. Strati argentei di materiale isolante in azione attraverso il corpo diventano sculture mobili che evocano il dinamismo futurista di Boccioni.
Devis Venturelli ha esposto in istituzioni internazionali tra cui Lincoln Center, New York; Anthology Film Archive, New York; PAC, Milano; Xinjiang Biennale; MACRO, Roma; Kulturhuset Museum, Stoccolma; Istituto Italiano di Cultura, Amsterdam; Kunsthalle, Vienna; Centre d’Art Santa Monica, Barcellona; Fondazione Merz, Torino.

Glass-Scapes, 2018, 14’10”.
Vergara utilizza un complesso processo per fotografare i diorami dei musei di storia naturale che poi manipola digitalmente. Esplora l’artificialità offerta dietro il vetro, per la delettazione intellettuale. Utilizza la fotografia come strumento del destino manifesto, ideologicamente implicato nel dominio e nel controllo della natura.
Virginia Inés Vergara è un’artista cilena americana con studio ad Harlem, NY. Il suo lavoro incarna meditazioni sulla luce, la percezione e la vicinanza, e indagini sulle relazioni tra arte e natura. Il suo lavoro è presente in numerose collezioni private europee e americane.

 

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