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Progetto di Lisa Pasteris – Quarto incontro

Progetto di Lisa – Quarto incontro di una serie alla Fabbrica Cima Norma

Lisa Pasteris – dicembre 2016

Devo partire con un po’ di anticipo, in modo tale da preparare l’aula, con le sedie, il proiettore e provare che il video si veda. Spero che ci siano tutti i cavi, oppure ci ridurremo a vedere il filmato in formato ristretto sul computer dell’aula.
Siamo in quella che una volta chiamavamo Aula Magna, aula in cui feci ai miei tempi una rappresentazione teatrale con la classe. Che ricordi. Ma torniamo a noi. Il progetto. Arrivano due ragazzi a disporre le sedie per la visione del film.

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Il video è interessante. Lo guardiamo filato una volta. Alcune riprese sono vecchie, ma vediamo proprio coloro che avevano lavorato. Vengono intervistati alcuni dei lavoratori, che ci danno molte informazioni nuove e divertenti. Poi la seconda volta lo fermiamo nei punti più importanti per prendere appunti.

Saluto i ragazzi, Giuseppe e Jasmine.

Colgo l’occasione per augurare a tutti voi uno splendido inizio di quello che sarà un 2017 pieno di grinta. Al prossimo incontro, che si terrà il 19 gennaio 2017 in Fabbrica.

Lisa Pasteris

Chiusura degli spazi espositivi per le festività

La Fondazione La Fabbrica del Cioccolato avvisa i gentili visitatori che gli spazi espositivi della Cima Norma rimarranno chiusi nei seguenti periodi:

24-26 dicembre 2016 (compresi)

30 dicembre 2016- 1 gennaio 2017 (compresi)

Cogliamo inoltre l’occasione per  augurare a tutti voi uno splendido Natale e un felice anno nuovo.

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Fabrizio Giannini – Channel black

Fabrizio Giannini, Channel black, 2016, 6 channel video HD, Dimension: 400×225 cm, Video installation, Esposizione “Schlosshotel Pension Riviera”, Fondazione La Fabbrica del Cioccolato, Torre-Blenio (Switzerland).

Progetto di Lisa-Terzo incontro di una serie alla Fabbrica Cima Norma

Lisa Pasteris. Novembre 2016.

Alla Fabbrica Cima Norma, a Torre.

Il caffé l’ho preso, la felpa pesante pure, taccuino, chiavi della macchina, matite, scarpe ai piedi. Ok, posso partire. Mi dirigo verso la Valle di Blenio, la temperatura segnalata sul cruscotto della macchina, mi avvisa che fa freddo. Infatti ho qualche pinguino che mi balla sul sedile posteriore. Arrivo in Fabbrica e i bimbi stanno pranzando. Aspettiamo assieme l’arrivo degli ex-lavoratori (contentissimi di essere stati chiamati, un’occasione per loro di rivedere gli spazi in cui avevano lavorato). Alle 13.25 esco dallo stabile e vado loro incontro. Li ho recuperati all’interno del piccolo atrio alla porta d’ingresso che usavano loro quando lavoravano (nemmeno sapevo che fosse quella l’entrata). Li faccio entrare attraverso un’altra porta e la loro prima reazione è stata di stupore. Non si aspettavano un cambiamento così radicale. Nessun macchinario, pulito, imbiancato, con pannelli espositivi appesi alle pareti e scale che nemmeno esistevano.

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I bimbi si mettono in fila per stringere la mano a tutti e 4 gli anziani e una volta che tutti hanno preso posto sulla sedia, hanno chiesto gentilmente i nomi agli Ex-lavoratori. Primo Brunetti, Francesca Rigozzi, Anita Rodesino e Isolina Devittori. Da questo momento è stato un continuo scambio di vita vissuta, domande, spiegazioni e curiosità. Abbiamo fatto il giro della Fabbrica in compagnia dei nostri 4 interlocutori. Mentre parlano, vedevo nei loro occhi le immagini di un tempo, come se stessero rivivendo quei momenti. Sono qui, ma con i pensieri sono ad allora. Ci spiegano come veniva fabbricato il cioccolato, le varie macchine presenti nello stabilimento, le mansioni svolte da loro e dagli altri lavoratori. I bambini sono rapiti dai loro racconti.

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Tornati nella grande sala del “ristoro”, ci sediamo tutti composti e srotoliamo la nostra lunga pergamena fitta di domande. Vogliamo proprio sapere tutto sulla vita in Fabbrica, le emozioni ed i pensieri dei singoli individui e aneddoti bizzarri.
È tutto molto intenso, conviviale, con qualche parola in Dialett, scappata in una frase e l’altra da parte degli anziani. Disponibili, hanno risposto a tutte le domande che i ragazzi hanno posto. Semplicemente.

Il tempo stringe. Saluto i ragazzi, Giuseppe e Jasmine. Accompagno all’uscita gli anziani e dopo averli ringraziati e salutati, mi dirigo verso la mia super astro-macchina. Al prossimo incontro, che si terrà il 13 dicembre 2016 in aula a Gorduno.

Estratto conferenza stampa del 10.05.2016, Franco Marinotti

Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta il 10 maggio 2016 presso l’auditorium di BancaStato, a Bellinzona, Franco Marinotti, direttore artistico della Fondazione, ha spiegato quali sono gli obiettivi e il concetti fondamentali su cui si basa lo sviluppo delle attività artistiche e culturali della Fondazione La Fabbrica del Cioccolato:

“L’idea di creare una Fondazione in Valle di Blenio subito mi ha fatto sorgere una domanda: Cosa farci? La mia idea è di partire dall’arte come motore iniziale di questa grande sfida. L’altro cardine determinante del progetto è l’interazione con il territorio, inteso come patrimonio culturale e sociale della Valle. Tutti i progetti avranno questo spirito: il far riferimento al territorio o partire dal territorio.

Come si può notare già dal primo invito/flyer della Fondazione, in evidenza troviamo i binari, ovviamente di un treno, come quello che in passato partiva da Acquarossa per portare gli operi della Cima Norma a Biasca per tornare a casa. I binari sono anche parte integrante e punto di vista unico dell’opera di Anna Galtarossa che inaugura il programma “Foreignness” assieme a Daniel González. Il binario può essere inteso in maniera estensiva come un voler continuare a viaggiare in una direzione oppure può condurre verso la fine di una esperienza o di un processo. Il binario è anche passaggio e scambio, rinnovamento e alternativa, come quello che con l’Alp Transit causerà una perdita di riferimento territoriale, perché viaggeremo per km dentro le montagne, questo sarà un binario che ci escluderà dal territorio.

La caratteristica della Fondazione La Fabbrica del Cioccolato sarà lo scambio continuo. Non c’è la volontà di entrare in concorrenza con musei, come il LAC di Lugano o gallerie pubbliche e private. Il carattere di laboratorio è determinante, come lo è la diversità del territorio in cui è inserito. Il lavoro con le risorse del luogo e la sua condivisione sul territorio, parlando con le persone che vivranno attorno a questa istituzione sarà la spina dorsale del progetto.

Un’ altro aspetto distintivo sarà la programmazione secondo un’idea di festival della cultura e delle arti, in senso più ampio comprendendo arti visive, scultura, teatro, musica, conferenze, insomma una vera fucina d’arte.

Il progetto parte con un nome, un tema, in modo da vincolare gli artisti ad una riflessione precisa. “foreignness”, un neologismo che potremmo tradurre con “estericità”, è un programma biennale ed invita gli artisti a riflettere sulla condizione di estraneità dell’essere umano, sul sentirsi escluso, fuori contesto. Se vogliamo è un modo per cercare di capire cosa è successo nei secoli nella Valle, per arrivare a oggi, con la mancanza di traffico, economia e persone, una mancanza che ha segnato tutto un sistema. La Fondazione ha il chiaro scopo di creare una economia, è uno tra gli obiettivi principale del progetto, partiamo dall’arte per arrivare all’economia, l’arte evita le guerre, modifica politiche, convince i popoli. L’arte permette di esprimere le proprie idee. Gli artisti selezionati, ticinesi e stranieri, seguiranno il tema in un dialogo continuo con il territorio, in modo che i progetti diventino patrimonio stesso della Valle, dei cittadini che la abitano e del territorio su cui è costruita. Per questo tutti loro avranno l’aiuto di artigiani, artisti locali e utilizzeranno i materiali presenti nel territorio.

Per questo progetto sarà determinante il fundraising locale, che non è solamente un sistema per la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dei progetti, ma è soprattutto la raccolta del sostegno morale del progetto a livello locale.

Per questo sento il dovere profondo di ringraziare coloro che hanno reso possibile questa fase 1 di vita della Fondazione. In primo luogo BancaStato che ci ospita oggi nell’auditorium a Bellinzona, Winteler, Cham Paper Group, Officina del Gusto che parteciperà all’inaugurazione e a seguire, gli sponsor morali del progetto: l’Ente Regionale per lo Sviluppo Bellinzonese e Valli, i comuni di Blenio, Acquarossa e Serravalle e OTR Bellinzonese e Alto Ticino. Infine i media partner: Viafarini di Milano, Metalocus Architecture Magazine, Plug-In e Ticino Finanza.”

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Tre settimane di riprese in Valle di Blenio, Svizzera by Yuval Avital

L’artista multimediale e compositore israeliano Yuval Avital  ha appena trascorso tre settimane in Valle di Blenio, in preparazione della sua più ampia mostra monografica: 2600 metri quadri di splendidi spazi industriali che ospiteranno, a partire dal 25 marzo 2017, tre installazioni di grandi dimensioni, insieme ad altre opere visive e sonore, presso la Fondazione La Fabbrica del Cioccolato.

“Tre intense settimane di riprese, in mezzo a una natura stupefacente” osserva l’artista.

Si ringrazia per la collaborazione le ballerine soliste- Sandra Klimek, Ornella Balestra, Ballone Stefania, Marta Mazzoleni, Anita Lorusso, Sarah Lisette Chiesa and Laûren Okadigbo, il team di produzione Filippo Genucchi and Marco Bassi, le assistenti – Maria Pia Hartpence-Casella and Leticia Beltré, e naturalmente, per i luoghi delle riprese, Granito Legiuna SA, Giannini Claudio, Colonna di Soccorso SAT Lucomagno di Olivone e infine, ma non da ultimo, tutto il nostro staff, per il grande impegno.

Qui di seguito alcuni scatti realizzati dall’artista in queste tre settimane:

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yuva-8yuv-3Immagini: Yuval Avital


Claudio Zulian – Luogo, tempo, desiderio

Nelle ultime settimane, in Valle di Blenio, ha preso il via il progetto “Luogo, tempo, desiderio”, un documentario del regista Claudio Zulian, che sarà presentato sotto forma di video installazione alla Cima Norma a novembre 2017. L’artista si è recato in valle per la prima fase del progetto, una dettagliata ricerca sull’immaginario locale, che ha visto il coinvolgimento attivo della popolazione bleniese.

Alcuni spunti da parte dell’artista su questa prima fase investigativa del progetto:

I miei lavori iniziano con l’ascolto, come in questi giorni, in Val di Blenio. Senza obiettivi e senza presupposti.  Lasciare solo scorrere il tempo ad ascoltare.  E a guardare, naturalmente, perché alla fine ci sarà un film – magari declinato anche nello spazio di una videoinstallazione, alla Fabbrica di Cioccolato. Così è passata una settimana, la prima, tra Olivone, Torre, Dangio, Malvaglia, Acquarossa. Nelle conversazioni di questi giorni sono affiorate alcune domande che i bleniesi sanno di non porsi da soli: la globalizzazione e il suo stile di vita ci interpella tutti. Il lavoro è cominciato.”

Foto: Claudio Zulian Immagine:Claudio Zulian

Le scuole tornano a visitare CacaoCollective

Lunedì scorso altre due classi, provenienti dalle scuole elementari di Massagno e Villa Luganese, hanno fatto visita alla mostra CacaoCollective, di Ivo Rovira e Ana Ponce. Come sempre, bambini e maestri sono rimasti stupiti dall’abilità dei due artisti nel ricreare l’atmosfera tipica di un magazzino di cacao, proprio all’interno di quelle che erano le cantine della fabbrica.

La mostra permette anche ai giovanissimi di comprendere meglio i vari aspetti legati al cacao, attraverso un’esperienza suggestiva e coinvolgente. Durante la visita, infatti, è possibile camminare sulle fave di cacao, toccarle con mano e percepirne il profumo, immergersi nei suoni della foresta pluviale e degustare varie tipologie di cioccolato.

Oltre ad alcuni scatti dei due artisti, viene proposto il documentario CacaoCollective, le cui riprese sono state realizzate da Ivo e Ana in quattro continenti (Europa, Asia, Africa e Sud America) durante l’arco di un anno. Il filmato approfondisce diverse tematiche legate al cacao, quali le origini, la coltivazione, il processo di crescita, la lavorazione, il suo significato culturale e le sfide legate al futuro del frutto.

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Le scuole elementari visitano CacaoCollective

Nelle scorse settimane abbiamo avuto il piacere di ospitare tre classi elementari, provenienti dai comuni di Massagno e Malvaglia (Canton Ticino) per visitare la mostra CacaoCollective, di Ivo Rovira e Ana Ponce. La mostra è attualmente allestita presso l’ex fabbrica di cioccolato Cima Norma, nel paese di Torre-Dangio, ed è aperta al pubblico fino a fine febbraio 2017.

I bambini, accompagnati dai loro docenti, hanno così avuto la possibilità di imparare tutto sul cacao: l’origine, la coltivazione, le caratteristiche e le problematiche legate al futuro di questo magico frutto. Dopo avere ascoltato una breve introduzione sulla mostra, gli allievi hanno seguito con entusiasmo il documentario CacaoCollective, prendendo persino una grande quantità di appunti. Infine, dopo una breve visita alle fotografie esposte, si sono concessi qualche assaggio di cioccolato, scegliendo tra le molte tipologie offerte, di provenienza e percentuale di cacao differenti.

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Progetto di Lisa-Secondo incontro di una serie alla Fabbrica Cima Norma

Lisa Pasteris. Ottobre 2016

In aula, alle scuole elementari di Gorduno.

Mmmmmmh, ora ci vuole proprio un buon caff… . “Ciao Lisa!” “-Buon giorno-“ “Ciao, ehi hai visto che oggi c’è la Lisa?” sento sussurrare, a voce piuttosto alta. “Ciaooooo.” “-Ciao-” Il mio caffè dovrà attendere. I bimbi entrano in aula già super agitati. Mi stringono la mano. Quest’oggi con noi ci sono due relatori: Stefano Bolla e Fernando Ferrari (che guarda caso è il nonno di uno dei bambini). I due signori ci raccontano, da una parte la storia dell’importanza che ha avuto il cioccolato per la Valle di Blenio e dall’altra la storia della Fabbrica della Cima Norma. Inizialmente i bambini sono seduti composti sulle loro sedie.

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Mano a mano che i racconti procedono e le cose da scrivere aumentano, le posizioni da loro assunte si fanno sempre più disparate. Chi, si siede per terra e usa la sedia come tavolo, chi preferisce la schiena del compagno, le ginocchia, ma poi… tutti optano per il pavimento.

I bambini sono attenti, pongono domande su domande. Le nozioni che hanno appreso durante le lezioni, le mettono in pratica, si ricordano e fanno collegamenti. Scrivono, scrivono, scrivono, sento le punte delle loro matite scricchiolare sulla carta dei quaderni. Alcuni di loro si alzano e vengono a mostrarmi il loro operato. Fieri ed orgogliosi. I due signori, concludendo ci fanno un dono. E che dono! Cioccolato! Finalmente si mangia del buon cioccolato. Gnammmm. Con i polsi doloranti e paginate di scritto, salutiamo e ringraziamo Stefano e Fernando, lasciandoli ritornare alle loro faccende quotidiane. Noi però, non abbiamo finito! No. Ci sono ancora alcune cose che dobbiamo fare.

Innanzitutto un piccolo disegno. In uno dei racconti che ci è stato narrato oggi, trattava del treno che arrivava fino ad Acquarossa. Il treno del cioccolato.

Dopodiché, ultimo momento dedicato alla scrittura. “Non dobbiamo scrivere tanto, vero?” Ci prepariamo le domande che porremo agli anziani che incontreremo nel prossimo incontro, ovvero coloro che hanno lavorato presso la Fabbrica a Torre. Sono molti i punti interrogativi dei bambini. Alcune molto pertinenti, ma… Questo è un altro racconto.
In fila indiana mi salutano stringendomi la mano, come fanno i grandi. Al prossimo incontro, che si terrà il 10 novembre 2016 alla Fabbrica